venerdì 16 settembre 2016

La mia estate sul Grignone

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La mia estate sul Grignone è durata fino alla fine della stagione, settembre è stato un mese caldo. Ho mantenuto la promessa di rimanere nei sentieri e località del blog. Ho raggiunto il Pialeral, la mia cima di quest'anno, solo pochi giorni fa, il 13 del mese. Pazza estate di lettura, scrittura, lettura, scrittura, fino a tarda sera! Frasi e parole che mi svegliano all'alba del mattino seguente. Di chi di giorno per davvero ha camminato sulla montagna in cerca di libertà e benessere. Le foto erano la sorgente per descrivere il percorso dei sentieri. Mancava una seconda parte, dove si trovano, chi li gestisce, eventualmente altro di significativo, che mi sono impegnato a colmare. Mi sono sentito come se fossi un onesto lavoratore del Sentiero Pasturo - Pialeral. È stato possibile grazie al nuovo computer Lenovo Intel Core i7 equipaggiato di Windows 10 che ha funzionato perfettamente e alla rete mobile Vodafone, lottando per ogni gigabyte consumato, con qualche piccola interruzione e richieste di chiarimento alla compagnia. Rendo grazie a Dio dei doni e della protezione, sempre sia lodato e benedetto il suo santo Nome.

Come era prevedibile la mia andatura è stata lenta, la schiena non è a posto e c'è il dolore alla faccia e ai denti che è da indagare. Molto è cambiato nel blog, a partire dal nome nelle due lingue, in italiano Il Grignone nel versante di Pasturo e in inglese Grignone in slope of Pasturo, che ha ora una introduzione. Grignone è anche Grigna Settentrionale, Grigna, monti di Pasturo. Ho definito cosa è un sentiero e tolto la numerazione dai tracciati perché opera del Club Alpino Italiano, il quale non si occupa più della loro gestione. Rimane in me impresso il numero 33 del Sentiero 33 Pasturo - Pialeral, di cui rimangono numerosi segnavie orizzontali sulla montagna, così come quello della linea di tram 33 che prendevo vicino a casa a Milano. L'unico percorso aggiunto è il corto Sentiero Brunino - Cornisella, che chiude l'anello di Brunino.

Il protagonista della mia vacanza estiva è stata la segnaletica verticale delle bici, che incrocio numerose volte e segna percorsi in comune ai miei. La tabella segnavia rossa ha nome Pedalando nel Parco del Sistema Parchi Regione Lombardia, sulla tabella direzionale c'è il logo Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera. Per andare in Grigna da Barzio passo davanti alla sede nel fondo valle, vicino al torrente Pioverna, in località Prato Buscante. Si è aperto un mondo, scopro anche che la Grigna Settentrionale è parco regionale dal 2005! Informazioni istituzionali e altre le trovo nei siti web della comunità montana e di Parco Grigna. Più di un terzo degli oltre 5000 ettari del Parco regionale della Grigna Settentrionale è a protezione speciale, tra cui il Sito di Interesse Comunitario IT2030001 Grigna Settentrionale.

Non ho tralasciato che la Grigna è stata ispirazione per Antonia Pozzi, la poetessa milanese che soggiornava a Pasturo. La villa settecentesca è stata finalmente aperta al pubblico, ho visitato le stanze, lo studio rimasto come allora, il giardino, che si può anche osservare dalla finestra dove Antonia scriveva. Sul muro interno della Chiesetta degli Alpini di Cornisella c'è il verso emblematico di un conflitto interiore, Anima, sii come la montagna, il primo verso della quarta strofa della poesia Esempi. Fuori da un argomento specifico è rimasta invece la natura, gli animali, gli uccelli, i fiori, le piante, le rocce.

Alla chiesetta di Cornisella dedicata a Maria Regina Pacis ho avuto l'opportunità di partecipare alla messa e alla festa che ogni anno si tiene la seconda domenica di settembre organizzata dal gruppo locale di Pasturo degli Alpini, nell'anniversario dell'inaugurazione della cappella degli alpini. Ho girato uno splendido video di oltre un minuto dell'alzabandiera. In veste di spettatore che ama lo sport, ero presente al traguardo dell'Alpe Cova della gara di corsa e bici non competitiva Pasturo - Alpe Coa, la quarta domenica di luglio, e alla messa, in mezzo alla gente di Pasturo.

Come colui che impegnando tutto se stesso su l'obiettivo in cui si era concentrato non ha più forze e tempo per il resto, per il Grignone ho trascurato le montagne dalla parte opposta della valle del Pioverna, i monti di Barzio, che ho invece frequentato con continuità nella stagione estiva di sette anni dopo. Tornerò in Valsassina nella festività di Sant'Ambrogio e qualche volta in inverno senza scrivere altri post, così come non lo farò la prossima estate perché bastano, e avanzano, i 16 articoli dell'estate 2016.

Copyright © 2016 e 2023 Mauro Vezzoli

giovedì 15 settembre 2016

Sito di Interesse Comunitario IT2030001 Grigna Settentrionale

La Grigna Settentrionale è un Sito di Interesse Comunitario (SIC) di Natura 2000, codificato in IT2030001.
Natura 2000 è una rete di Siti di Interesse Comunitario e di Zone di Protezione Speciale, un progetto dell'Unione europea che si estende per ben 28 paesi dell'unione. La Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche detta Direttiva "Habitat", e la Direttiva Uccelli costituiscono il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e sono la base legale su cui si fonda Natura 2000.

Il SIC IT2030001 "Grigna settentrionale" è stato individuato con D.G.R. n. VII/14106 del 12 settembre 2003; successivamente, con D.G.R. n. VIII/1876 del 8 febbraio 2006 sono stati rettificati i confini con minime variazioni.
La sua gestione è stata affidata dapprima interamente alla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera, con D.G.R. VII/18453 del 30 luglio 2004, poi dalla Legge Regionale 2 marzo 2005, n. 11 istitutiva del Parco regionale della Grigna Settentrionale, all'Ente amministratore dell'area protetta per la porzione compresa entro i suoi confini, mentre per la rimanente la responsabilità è stata attribuita all'Amministrazione provinciale di Lecco. Sono in tal modo identificabili due settori, sufficientemente distinti anche geograficamente, l'uno di 990 ettari che si estende a settentrione della Cresta di Piancaformia, l'altro di 630 ettari circa che ricade a meridione della stessa.

  1. Natura 2000, it.wikipedia.org
  2. Direttiva Habitat. minambiente.it
  3. Grigna Settentrionale - Grigna Meridionale IT2030001 - IT2030002 (PDF). Atlante dei SIC della provincia di Lecco. flanet.org
  4. La Rete Natura 2000. Rete Natura. parcogrigna.it
  5. La legge 2 marzo 2005, n. 11 è stata abrogata e aggiornata dalla Legge Regionale 16 luglio 2007, n. 16. Banca dati delle leggi regionali. normelombardia.consiglio.regione.lombardia.it

domenica 11 settembre 2016

Sentiero Brunino - Cornisella

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Il Sentiero Brunino - Cornisella è un sentiero pianeggiante che collega le due località del Grignone a Pasturo in un quarto d'ora di cammino, a poco più di 1000 metri di altezza aggirando un rilievo montuoso. Il sentiero inizia un po' nascosto al primo tornante della strada che dall'Agriturismo Brunino scende alla Cappella del Sacro Cuore e Balisio.[^][^] Non è segnato dagli enti che gestiscono o hanno gestito i sentieri della montagna, Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera e Club Alpino Italiano. Per il sentiero da Brunino alla cappelletta, dove la strada arriva da Pasturo, a Spinarolo e Cornisella, bisogna invece leggere Sentiero Cornisella - Brunino, descritto in direzione opposta. I due tracciati che partono da luoghi differenti di Brunino si uniscono dopo circa 5 minuti di cammino.

Dal primo tornante della strada all'incrocio con l'altro sentiero di Brunino

Dal centro di Brunino, dove ci sono l'agriturismo e la Cascina Margherita, al primo tornante a sinistra della strada che scende, a destra un sentiero va nel bosco verso ovest, un vecchio cartello giallo tra gli alberi lo indica per tre indicazioni con terminologia non comune (o errore di grammatica): Cornicella (ossia Cornisella) Pialleral (due elle invece di una) S. Calimero.[^]

Il sentiero in terra e sufficientemente largo si apre dopo una curva verso la Valle dell'Acqua Fredda, gli alberi si diradano. Qui si possono vedere dei bei fiori, in estate margherite,[^] gigli martagone, e poi ciclamini, crochi. Non ho neppure il tempo di riflettere sulla bellezza della natura che allieta il cammino dell'escursionista, quando le case di Spinarolo sono già in vista. A un cascina fatiscente, si incrocia il Sentiero Cornisella - Brunino, segnato da una tabella segnavia del tracciato Pedalando nel Parco su un palo di metallo come 3 per Brunino a destra in discesa, che arriva al capo opposto della località, noi dall'agriturismo, le bici o chi lo segue alla cappelletta della Sacra Famiglia. A mezza altezza dello stesso palo, una tabella segnavia ZacUp e un cartello giallo Agriturismo Brunino cell. 339 67 18 395 puntano nella direzione da cui proveniamo.

Dall'incrocio al casolare abbandonato a Cornisella

Al casolare abbandonato in cui si è incrociato il sentiero perpendicolare, a destra la tabella segnavia delle bici per Brunino, a sinistra nulla, dove sullo sfondo si innalza la Grigna Settentrionale. Siamo abbastanza esperti per non sbagliare ritenendo che a sinistra si va a Cornisella. La mia descrizione del percorso si alleggerisce perché c'è quella in direzione contraria in Sentiero Cornisella - Brunino. Tuttavia ogni percorso nelle due direzioni offre un'esperienza diversa.

In piano si continua per un prato, recintato in estate da un filo, dove pascolano cavalli con mantello pezzato bianco e marrone, o tutto marrone, una bella criniera e coda,[^] oppure mucche. Si profila una casa con altalene nel giardino e sull'altura un gigantesco traliccio dell'elettricità. Scendendo pochi metri, sul tronco di un albero finalmente Cornisella su una freccia in legno nella nostra direzione di marcia, mentre a un incrocio si lascia il sentiero a sinistra che scende a Balisio. Una tabella segnavia delle bici punta da dove proveniamo, così come la tabella ZacUp. Si sale lungo la casa bianca, in piano si passa davanti a una baita gialla e alla Baita Caterina dove un cane ti abbaia e ti insegue. Lo sguardo va alla Chiesetta degli Alpini e alla Grigna Settentrionale su una strada sterrata con l'erba in mezzo. Un doppio tornante con altre indicazioni ci conduce all'incrocio di Cornisella con la strada Pasturo - Alpe Cova.

Conclusione

Anche un corto tracciato, come il sentiero per Spinarolo che si stacca a Brunino al primo tornante della strada per Balisio, sconosciuto alla segnaletica ufficiale, è sufficiente per emozionare chi frequenta il Parco regionale della Grigna Settentrionale. All'incrocio di sentiero con una tabella segnavia delle bici in prossimità di un casolare abbandonato bisogna girare a sinistra per Cornisella. In senso opposto, il percorso è una piccola parte della corsa in montagna ZacUp.

Note

  1. Mauro Vezzoli (3 agosto 2004- ). "Sentiero Brunino - Cornisella". [Album di Google Photos]. Consultato il 16 ottobre 2023.
  2. Mauro Vezzoli. "Sentiero Brunino - Cornisella". [Album di Flickr]. Consultato il 16 ottobre 2023.
  3. Mauro Vezzoli (8 dicembre 2015). "Una delle escursioni più frequenti degli ultimi anni è senza dubbio, la Barzio - Pasturo - Alpe Cova, alla fine ci impiego circa 3 ore. Tornando nel paese dove trascorro molti giorni dell'anno, specialmente in estate, alla cappelletta Regina Pacis talvolta devio per Brunino, compiendo un giro ad anello, sempre nella stessa direzione, in senso orario. Arrivo quindi a Brunino per il sentiero che sbuca in prossimità della strada che sale da Pasturo dove c'è una cappelletta con delle statuine, proseguo per l'agriturismo o rifugio. Scendendo pochi metri lungo la strada per la Chiesetta del Sacro Cuore, tra le piante spogliate dall'inizio dell'inverno, un cartello giallo Cornicella Pialleral Calimero e il sentiero.". In Brunino, Segnaletica dei sentieri della Grigna, Sentiero Brunino - Cornisella. [Foto di Flickr]. Consultato il 16 ottobre 2023.
  4. Mauro Vezzoli (2 luglio 2015). "Sentiero lungo la Valle dell'Acqua Fredda tra Spinarolo e Brunino con mazzetti di margherite. Stare nella natura, tra piante e colorati fiori, è una delle ragioni che inducono a frequentare la montagna.". In Escursioni in montagna, Escursioni in Valsassina, Escursioni sul Grignone, Escursioni sulle Grigne, Estate, Sentiero Brunino - Cornisella. [Foto di Google Photos]. Consultato il 16 ottobre 2023.
  5. Mauro Vezzoli (30 luglio 2015). "Tre cavalli a Spinarolo nel Parco regionale della Grigna Settentrionale.". In Sentiero Brunino - Cornisella, Sentiero Cornisella - Brunino, Spinarolo. [Foto di Flickr]. Consultato il 16 ottobre 2023.

venerdì 9 settembre 2016

Antonia Pozzi

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Antonia Pozzi è stata una poetessa italiana, nata a Milano il 13 febbraio 1912 e morta suicida a 26 anni il 3 dicembre 1938 nella stessa città.[^] A Pasturo Antonia trascorreva le vacanze nella settecentesca villa dei genitori ai piedi del Grignone, in Via Alessandro Manzoni 1. È sepolta nel cimitero del paese.

La memoria della poetessa è tenuta viva principalmente per l'attività e il sito web antoniapozzi.it[^] del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell'Università degli studi dell'Insubria, che ha reso disponibili le opere dell'artista lombarda. Il 14 ottobre 2014, all'università di Varese sono stati donati la biblioteca personale e l'archivio cartaceo e fotografico di Antonia Pozzi dalla Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue di Gesù di Monza, che lo deteneva attraverso lo studio e la cura di Suor Onorina Dino.

Biografia

Antonia nasce il 13 febbraio 1912 da Roberto Pozzi, noto avvocato milanese originario di Laveno, con diversi incarichi politici, e della contessa Lina Cavagna Sangiuliani; la nonna materna Maria, che Antonia chiamava Nena, era nipote di Tommaso Grossi. Il nome di battesimo fu scelto in onore del nonno materno Antonio. La figlia unica dei Pozzi è allevata in un ambiente familiare e colto, manifestando già in giovane età una predilezione per gli studi classici, la letteratura, la poesia. Dall'eta di sei anni, quando i genitori acquistarono la casa, trascorre le vacanze in una villa del Settecento nel piccolo paese di Pasturo in Valsassina. Antonia ne apprezza la semplicità delle persone, il luogo le trasmette l'amore per la montagna. L'esito di passeggiate in montagna e la sua natura diventano memorabili poesie perché in montagna Antonia dava ed era il meglio di sé; in una lettera a Nena racconta dello studio e delle letture durante i giorni di vacanza a Pasturo e dei miglioramenti nell'esercizio del tennis.[^]

Antonia compie i suoi studi al liceo ginnasio Manzoni di Milano, che inizia nel 1922 e termina nel 1930. Nel 1927, la ragazza di 15 anni frequenta la prima liceo rimanendo affascinata e attratta dal professore di greco e latino, Antonio Maria Cervi di 33 anni. L'amore per il sapere, l'arte, la cultura, la poesia, e in più in generale per il bello che il professore trasmette agli allievi è il suo stesso ideale. Antonio Maria Cervi è generoso, sia per il tempo dedicato agli studenti, sia per i libri che regala ai più meritevoli perché possano ampliare le proprie conoscenze. Inoltre, Antonia coglie negli occhi del professore il suo stesso dolore profondo. La Pozzi se ne innamora pazzamente, non per attrazione fisica o romanticismo, ma per affinità spirituale. Nonostante l'estremo pudore di entrambi, cominciano a vivere la relazione allo scoperto. Antonia è felice, questo amore è un sentimento potentissimo che la porta a scrivere le prime poesie. L'amore assoluto, totalizzante viene osteggiato dal padre, tanto che Cervi si trasferisce l'anno seguente a Roma per allentare la tensione. Un duro scontro con il padre, autoritario e severo, lo indurrà a cedere per il bene di Antonia, lasciando nell'animo sensibile della ragazza un vuoto incolmabile. Nel 1933, Antonia con fredda lucidità scriverà di avere rinunciato alla vita sognata, non secondo il cuore ma secondo il bene. Vita sognata è una raccolta di dieci liriche, dedicata proprio a lui, in cui immagina la vita che avrebbe voluto insieme. Sono parole dolorose, sogni abortiti, addirittura anche la rinuncia a una desiderata maternità che si porterà dietro come un peso per sempre. Risale a questo periodo un primo tentativo di suicidio.

Nel 1930, Antonia entra all'università nella facoltà di lettere e filosofia. Istaura un'amicizia con i compagni di studio, Vittorio Sereni, che sarà uno dei sui confidenti, Remo Cantoni, che invita a Pasturo e di cui si innamora di un amore non corrisposto, Dino Formaggio, con cui passa molto tempo scattando fotografie nella periferia milanese, in particolare al Corvetto, e andando in bicicletta. Formaggio si separa prima che l'amicizia si trasformi in una relazione affettiva. Trova altri studenti illustri, Giulio Preti, Guido Morselli, Alberto Mondadori. Alla Biblioteca Braidense, mentre cerca un libro, Lucia Pozzi ed Elvira Gandini si offrirono di aiutarla e diventano come sorelle maggiori per Antonia. Lucia di 4 anni più grande diventerà la sua migliore amica. Antonia le donò alcune sue poesie che se non fossero state da lei conservate sarebbero state irrimediabilmente perse. Dopo la morte della poetessa milanese, Lucia prese i voti da suora. Giunta all'ultimo anno di università, la Pozzi frequenta il corso di Estetica tenuto da Antonio Banfi, con il quale decide di laurearsi. La corrente filosofica del professore e dei suoi studenti di inizio Novecento viene indicata con il nome Scuola di Milano. Nel 1935, si laurea con lode con una tesi sulla formazione letteraria di Flaubert. Antonia riflette sul presente, mentre il padre diventa Podestà di Pasturo si sente estranea al fascismo, diventando critica sulle leggi razziali.

Nel tempo libero, Antonia coltiva la passione per la montagna, non solo sulla amata Grigna, ma, nel 1934, anche sulle Dolomiti e sul Cadore, dove scia, prendendo lezioni da Emilio Comici, famoso alpinista italiano, e compie brevi scalate; conosce anche la guida valdostana Guido Rej. La scalata è elevazione spirituale, la stessa che richiede la scrittura di una poesia, un cammino di purificazione estrema per arrivare alla vetta assoluta. La poesia rimane la sua vera vocazione artistica, a cui ha affiancato la fotografia. La ragazza continua a vivere dentro di sé un incessante dramma esistenziale, che nessuna attività riesce a placare, l'insegnamento presso l'Istituto Tecnico Schiaparelli, iniziato nel '37 e ripreso nel '38, l'impegno sociale a favore dei poveri, il progetto di un romanzo sulla storia della Lombardia dalla metà dell'Ottocento.[^]

Morte

Venerdì e sabato, 2 e 3 dicembre 1938, il tragico epilogo della breve e tormentata vita di Antonia Pozzi. Al mattino del venerdì, i suoi allievi la vedono piangere; alle 11 accusa un malore e si congeda dai ragazzi dicendo di essere buoni. In bicicletta si reca in un prato innevato nella periferia milanese antistante all'abbazia di Chiaravalle, dove trascorreva lunghi pomeriggi di studio. Si siede accanto a un piccolo corso d'acqua, ingoia una massiccia dose di barbiturici e si lascia morire nel freddo. È troppo tardi quando il giorno dopo un contadino la scorge e dà l'allarme. Ancora viva, viene portata al Policlinico in preda a una polmonite acutissima; ormai agonizzante, a sera è ricondotta a casa, dove muore, sabato 3 dicembre.
Nella sua borsa c'erano due lettere di addio, l'una ai genitori, l'altra a Dino Formaggio, compagno d'università, amico, confidente e fratello d'anima, e anche un foglio con la trascrizione manoscritta della poesia Diana di Vittorio Sereni; al quale scrive: Addio Vittorio caro, mio caro fratello. Ai genitori: Ciò che mi è mancato è stato un affetto fermo, costante, fedele, che diventasse lo scopo e riempisse tutta la mia vita. Fa parte di questa disperazione mortale anche la crudele oppressione che si esercita sulle nostre giovinezze sfiorite. Desidero essere sepolta a Pasturo, sotto un masso della Grigna, fra cespi di rododendro. Mi ritroverete in tutti i fossi che ho tanto amato. E non piangete, perché ora io sono in pace. La vostra Antonia.[^]

I funerali si svolgono il 5 dicembre a Milano e il giorno successivo a Pasturo, in provincia di Lecco, dove è sepolta. La famiglia negò che la morte di Antonia fosse suicidio, chiusa in principi moralistici di rispettabilità borghese, e il padre anche per interesse, perché occupava cariche pubbliche. I giornali dell'epoca scrissero che la figlia del Potestà di Pasturo, l'avvocato Roberto Pozzi, morì dopo una breve malattia.[^] Antonia riposa nel piccolo cimitero di Pasturo in uno spazio di tre grossi massi di verrucano lombardo e di arbusti con al centro il maestoso e dolce Cristo delle Beatitudini, opera in bronzo dello scultore Giannino Castiglioni; accanto a lei, troveranno posto il padre, nel 1960, e la madre Lia, nel 1980. Sulla facciata del palazzo dove abitava a Milano, in Via Lorenzo Mascheroni 23, è stata posta una targa dal Comune di Milano.

Poesie, lettere, fotografie

Le opere di Antonia Pozzi sono poesie,[^] diari e lettere,[^] e fotografie. Antonia scriveva poesie che quasi si vergognava di divulgare. In una lettera a Tullio Gadenz, l'11 gennaio 1933 scrive: Perchè la poesia […] ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell’anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell’arte, così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare. La poesia è una catarsi del dolore, come l’immensità della morte è una catarsi della vita.[^] La poesia è esistenziale, nella lettera del 29 gennaio gli scrive: Vivo della poesia come le vene vivono del sangue. Due anni dopo, Antonia è più matura e coraggiosa; l'ammirazione per il professore Banfi la spinge a leggergli alcun poesie. Se fino a quel momento la poesia è il suo modo per sopravvivere, adesso diventa la sua identità, ma nessuna delle sue poesie fu pubblicata mentre era in vita. Dopo la sua morte, nel 1939, il padre Roberto Pozzi pubblica nel libro Parole una raccolta di poesie della figlia che amava tramite Mondadori.

Quasi dimenticata, fu Eugenio Montale a scoprirla, inserendola come unica donna, tra i più grandi poeti del 1900. Così descrisse lo stile espressivo essenziale di Antonia Pozzi: Le sue parole sono asciutte e dure come sassi, ridotte al peso minimo. Una voce leggera, pochissimo bisognosa di appoggi, essa tende a bruciare le sillabe nello spazio bianco della pagina. Il grande poeta ligure scrisse la prefazione della nuova edizione del 1946 di Parole: Anima di eccezionale purezza e sensibilità, che non poté reggere al peso della vita. L'edizione del 2009 di Parole è a cura di Alessandra Cenni e Onorina Dino.[^]
Per la filologa Maria Corti, Il suo spirito faceva pensare a quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull'orlo degli abissi.[^]
Più recentemente, nel 2009, un nuovo impulso alla fama di Antonia Pozzi è stato il film documentario sulla sua vita di Poesia che mi guardi di Marina Spada, presentata alla 66a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Le poesie di Antonia Pozzi sono state tradotte in numerose lingue, tedesco, spagnolo, francese, portoghese e inglese.[^] La poetessa austriaca Nora Wydenbruck nel 1955 ne tradusse alcune in lingua inglese. Molte poesie — tra cui Tulipani, Sollievo, L'anticamera delle suore,[^] e Sterilità, Respiro, Settembre, Funerale senza tristezza, Commiato[^] — sono state tradotte recentemente dalla poetessa americana Amy Newmann.

Antonia ruba le immagini di ciò che più ama per decifrare se stessa attraverso la poesia: le montagne, i fiumi, la terra, i fiori, gli alberi, le rocce, le strade. L'estrema sensibilità, che le garantisce la capacità di osservare le cose attraverso un animo puro e tradurle in eccellenti versi, è la stessa arma che la trafigge e non le permette di vivere la serenità dei suoi giovani anni. Il tema della morte è presente in gran parte delle poesie pozziane, quasi ossessivo, onnipresente. Pasturo è l'unico rifugio di Antonia: Giungere qui – tu lo vedi dopo un qualunque dolore – è veramente tornare al nido, scrisse in Ritorno Serale, 18 ottobre 1933. Il suo studio è un vero e proprio nascondiglio dove lei si ritrova nella propria verità, ove può essere se stessa fino in fondo. Il 10 settembre 1937, scrive nel suo diario: Pensare d'esser sepolta qui non è nemmeno morire; è un tornare alle radici. Ogni giorno le sento più tenaci dentro di me. Le mie mamme montagne.[^] Il suo sentirsi diversa, separata dalla realtà che la circonda, è ciò che teme ma che allo stesso tempo ama di se stessa; tale fedeltà è ribadita fino alla scelta finale.[^]

La fotografia è un percorso diverso e complementare che Antonia esplora dall'età di 16 anni. I soggetti sono paesaggi, animali, scorci di Pasturo e della periferia di Milano. Negli archivi sono state ritrovate migliaia di fotografie, molte delle quali ancora da studiare. Lei stessa regalerà un album di 300 a Dino Formaggio: Caro Dino, l'altro giorno hai detto che nelle fotografie si vede la mia anima: e allora eccotele.[^]

Suor Onorina Dino

Suor Onorina Dino è alla ricerca di un argomento per la tesi di laurea in Lettere presso la Libera Università Maria Santissima Assunta (LUSMA) di Roma. Sceglie di scartare i poeti più noti, grandi e studiati. Per caso o guidata dall'alto, senza neppure avere nemmeno mai sentito il nome della poetessa, legge Parole della Pozzi nell'edizioni Mondadori del 1964, e si stupisce di come ella avesse scritto così tante poesie nel suo breve arco di vita. Onorina capisce che l'argomento della sua tesi sarebbero state le poesie di Antonia Pozzi.[^] Da allora ha curato tutte le opere della poetessa, preoccupandosi della rigorosa restituzione filologica dei suoi testi. A Pasturo, Onorina conosce Lina, la mamma di Antonia, nella casa di preghiera che i Pozzi hanno donato alle suore. Per volontà di Lina, ha custodito con vigile amore tutte le sue carte e i suoi cimeli, raccolti nella casa di Pasturo, luogo di ispirazione ma anche prediletto da Antonia Pozzi. Nella sua incessante ricerca, avendo a disposizione i manoscritti, Suor Onorina scopre, scioccata, che molte poesie pubblicate nei libri furono manomesse dal padre, con un'opera di taglio e cucito, aggiustamento di metrica e persino cambio di vocaboli. Roberto Pozzi ha persino cancellato intere poesie, con scarabocchi o incollando pagine, alcuni fogli sono stati strappati e le poesie perse per sempre. Nel 2014, Onorina Dino dona tutto al Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell'Università degli studi dell'Insubria.

Villa Pozzi

Villa Pozzi è l'edificio del Settecento in Via Alessandro Manzoni 1 a Pasturo in cui, sin dall'infanzia, la poetessa Antonia Pozzi trascorse le vacanze della sua breve vita. Pasturo è un posto sacro per Antonia, luogo eletto per la creazione poetica. Le due stanze che compongono la casa-museo di Antonia Pozzi sono un tempio dedicato alla sua Poesia. L'edificio era l'antica dimora dei Marchiondi, una nobile famiglia pasturese, che fu acquistato nel 1917 dal padre Roberto Pozzi.

La villa è un grande edificio di tre piani, costituito da due sezioni che si incrociano ad angolo retto, dipinte di un giallo paglierino, all'ingresso del cancello c'è un cortile.[^] Al piano terreno si trovavano le cucine, il garage e le scuderie; ai piani superiori le camere e i salotti che si affacciavano sulla veranda coperta. Proprio all’ultimo piano si trova lo studio di Antonia. Dietro, un grande giardino, dal cui cancello sul retro si accede direttamente alla Grigna.
Dal 2012, centenario della nascita della poetessa, sul muro esterno a destra del cancello d'ingresso, c'è un vistoso pannello con sfondo lilla, di Regione Lombardia, Comune di Pasturo, Credito Valtellinese; è copiata la Lettera a Remo Cantoni scritta a Pasturo il 14 aprile 1935; in alto, tre fotografie, in basso il numero 2. Dentro il cortile, sulla facciata dell'edificio di fronte alla strada, c'è una targa in pietra:[^]

IN QUESTA ROMITA DIMORA
SI SVOLSE PER UN VENTENNIO
LA PENSOSA ADOLESCENZA
DI
ANTONIA POZZI
CHE ANIMÒ DI SOGNI E DI CANTI
LE MONTAGNE DELLA VALSASSINA
ESTATE 1918 AUTUNNO 1938

Si accede alle due stanze dal balcone retto da colonne grigiastre, al cui esterno c'è un trompe-l'oeil dello stesso colore. Nella prima sala sono raccolte le foto di famiglia, i documenti del padre e alcuni oggetti di casa Pozzi. Negli armadi sono invece custodite tutte le pubblicazioni sulla Pozzi. Nelle vetrinette sono esposti vari oggettini di Antonia, in particolare souvenir di viaggio provenienti da tutto il mondo e che la ragazza collezionava sin da piccola. Nel corridoio, disegni di Antonia e fotografie. La seconda stanza è la camera personale di Antonia, così come riporta il nome sulla porta a cui aveva affisso un piccolo orso di Berna. Sono custoditi qui i suoi oggetti privati come bambole e orsacchiotti di quando era bambina, ma anche gli sci e l’attrezzatura di montagna, ritratti di persone a lei care, fotografie da lei scattate o acquistate durante i viaggi e al centro il vecchio tavolo, che guarda una finestra esposta sul giardino, che trasmette serenità, e quindi sulla Grigna.[^]

Villa Pozzi è occasionalmente visitabile, soprattutto in estate, oppure su richiesta; ospita eventi culturali, la maggior parte legati alla figura della poetessa. Nell'estate 2016, la villa fu visitabile da giovedì a domenica a luglio e tutti i giorni di agosto fino al 21 del mese.[^]
La proprietà della villa appartiene alla Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue di Monza. Da qualche anno, una parte della storica dimora della poetessa Antonia Pozzi a Pasturo, in provincia di Lecco, è sede della Comunità La casa di Antonia, uno spazio di accoglienza e condivisione dove vivono diverse famiglie del Mondo di Comunità e Famiglia.[^]

A Pasturo, Sulle tracce di Antonia Pozzi - Il percorso poetico di un territorio

Nel 2012, per il centenario della nascita di Antonia Pozzi, l'Amministrazione Comunale di Pasturo – in testa il sindaco Guido Agostoni e l’assessore alla cultura Nicoletta Orlandi – ha desiderato creare un'esposizione permanente di parole e di immagini per le vie del paese. Immagini e parole sono riprodotte su pannelli metallici. L'itinerario culturale chiamato Sulle tracce di Antonia Pozzi - Il percorso poetico di un territorio è un invito esteso a tutti a scoprire il paese di Pasturo, il luogo al quale la poetessa si sentì affettivamente legata in un vincolo intenso. Il percorso parte dalla casa di Antonia, la Villa Pozzi, per complessive 22 tappe, tutte legate a una memoria precisa della poetessa: il testo di una poesia riferito a quel particolare luogo; qualche riga dei diari oppure il passaggio di una lettera, sempre con un riferimento tangibile e verificabile; l’immagine di un luogo preciso – una casa, un portone, una fontana, un lavatoio, una cappelletta – accostati a fotografie scattate dalla stessa Pozzi o da altri, che la ritraggono nei suoi “momenti pasturesi”.[^][^]

Mostra Sopra il nudo cuore a Milano

Una mostra di fotografie e film di Antonia Pozzi intitolata Sopra il nudo cuore fu allestita anni fa, dal 23 ottobre 2015 al 6 gennaio 2016, allo Spazio Oberdan di Milano. Curata da Giovanna Calvenzi e Ludovica Pellegatta, e promossa dalla Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con Città metropolitana di Milano e Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti”, la mostra era costituita da circa 300 fotografie e 6 film inediti (formato super 8) realizzati dalla poetessa milanese. Uno degli eventi collegati alla rassegna fu la proiezione del film-documentario Poesia che mi guardi di Marina Spada.[^][^][^] Non potevo mancare di visitare la mostra su Antonia a Milano, perché abbiamo vissuto lo stesso territorio, il capoluogo lombardo e in vacanza la Valsassina – Pasturo con Villa Pozzi e il Grignone è il panorama che ammiro dal balcone di casa e racconto –, e due amori, la poesia, di Dante, e la montagna, che frequento per la salute, svago, ritrovare me stesso e rinascere, un po' come Antonia e molti villeggianti, con la Grigna dove mi alleno come preferita.

Come io ho conosciuto Antonia Pozzi

Non ricordo come sono venuto a conoscenza della poetessa Antonia Pozzi. Mi aiutano a non sbagliare e a essere meno impreciso le fotografie che ero solito scattare quando ero in giro per la Valsassina a per la Lombardia. La prima è del 3 gennaio 2007 con la targa commemorativa sull'edificio, che intitolai Epigrafe Antonia Pozzi. Mi sorprendo di trovare nel mio archivio digitale due fotografie della villa nel giorno del mio compleanno, 6 agosto 2007[^] e 2009, che ero solito festeggiare salendo sul Grignone quando il sentiero era ancora il Sentiero 33 gestito dal CAI. Tanto tempo è trascorso, eppure sono sempre su questa montagna e in Valsassina a praticare escursionismo! Poi, seguii i 22 cartelloni Sulle tracce di Antonia Pozzi - Il percorso poetico di un territorio disseminati dal Comune di Pasturo nel paese nel 2012. Successivamente, lessi forse alcune poesie per la prima stesura di questo articolo, che risale al 2016, e coincise con la mia visita a Villa Pozzi e alle stanze della poetessa. Fui sbalordito di trovarla intatta e mi incuriosì quella finestra dello studio sul verde giardino. Scattai anche alcune fotografie.[^] L'anno successivo, in un piovoso giorno di metà settembre, ero al cimitero di Pasturo dove sono sepolti Antonia, il padre e la madre. Più di tutto mi emoziona la poesia Esempi, Anima sii come la montagna... è scritto dentro la chiesetta degli alpini di Cornisella. Chiesi il bis della poesia che inizia con Anima, sii come il pino[^] all'oratore di una serata su Antonia organizzata dalla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera nella propria sede a Pratobuscante, era forse nel settembre 2022. Di Suor Onorina Dino, l'angelo custode dei manoscritti di Antonia, ho scoperto solo adesso.

Ancora oggi, lasciato il Comune di Barzio attraverso il ponticello pedonale sul Pioverna, entro in quello di Pasturo passando davanti al grande cartellone con il visino dolce di Antonia e i versi Giungere qui - tu lo vedi ... è veramente tornare al nido di Ritorno serale, 18 ottobre 1933. È posizionato per essere visto da chi percorre la Strada Provinciale 62 della Valsassina, poco distante dalla rotatoria che sale in paese. Poi, aggiro l'elegante Villa Pozzi per andare sul Grignone all'Alpe Cova. Al ritorno della mia escursione, in fondo alla discesa della Cappella della Madonna del Rosario, non rimango emotivamente indifferente alla montagna che lascio e al cancelletto del giardino della villa dove usciva Antonia per andare in Grigna, che ha difianco il pannello rosso MAP 4 di una lettera all'amico trentino Tullio Gadenz scritta nell'estate 1938.[^][^]

Note

  1. "Antonia Pozzi". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 31 luglio 2026.
  2. "Antonia Pozzi". antoniapozzi.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  3. "Dalle Lettere - Alla Nonna Nena - Pasturo, 31 luglio 1928". Antonia Pozzi. Consultato il 31 luglio 2026.
  4. Dino, Onorina. "Biografia". Antonia Pozzi. Consultato il 31 luglio 2026.
  5. Redazione (3 dicembre 2022). "Sabato in...poesia: il 3 dicembre 1938 muore Antonia Pozzi". Civonline.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  6. Sampietro, Marco. Il Grinzone n. 65 (3 dicembre 2018). "I FUNERALI DI ANTONIA POZZI A PASTURO. La parola alla stampa locale dell'epoca". Il Grinzone. Consultato il 31 luglio 2026.
  7. "Parole, Poesie". antoniapozzi.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  8. "Diari e lettere". antoniapozzi.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  9. "Dalle Lettere - A Tullio Gadenz - Milano, 11 gennaio 1933". Antonia Pozzi. Consultato il 31 luglio 2026.
  10. Cenni, Alessandra e Dino, Onorina (9 gennaio 2009). "Antonia Pozzi Parole. [PDF]. Progetto Manuzio. Milano città delle donne. Consultato il 31 luglio 2026.
  11. (11 settembre 2010). "OMAGGIO AD ANTONIA POZZI". Festival Letteratura. Consultato il 31 luglio 2026.
  12. "Works [Opere]". In Antonia Pozzi. Wikipedia: The Free Encyclopedia. Wikimedia Foundation, Inc. (in inglese). Consultato il 31 luglio 2026.
  13. "Rare Stems: Poems by Antonia Pozzi [Steli rari: poesie di Antonia Pozzi]". Harward Review. (in inglese). Consultato il 31 luglio 2026.
  14. "Five Poems by Antonia Pozzi Translated by Amy Newman [Cinque poesie di Antonia Pozzi tradotte da Amy Newman]". Los Angeles Review. (in inglese). Consultato il 31 luglio 2026.
  15. Braguti, A. (22 ottobre 2011). "L'autunno valsassinese di Antonia Pozzi". La Provincia unica. Consultato il 31 luglio 2026.
  16. Reciotti, Adele (8 gennaio 2014). "Antonia Pozzi: La poesia dell’anima. [PDF]. Revistas Científicas Complutenses. Universidas Complutenses Madrid. Consultato il 31 luglio 2026.
  17. (1 dicembre 2009). "Nelle immagini l'anima. Antologia fotografica". Biblioteca Nazionale di Napoli. Consultato il 31 luglio 2026.
  18. Diego De Nadai (24 novembre 2016). "Suor Onorina Dino intervistata da Diego De Nadai". [Video di YouTube]. Consultato il 31 luglio 2026.
  19. Mauro Vezzoli (3 gennaio 2007- ). "Villa Pozzi". [Album di Google Photos]. Consultato il 31 luglio 2026.
  20. Mauro Vezzoli (3 luglio 2018). "La targa in memoria di Antonia sul muro giallo di Villa Pozzi.". In Estate e Villa Pozzi. [Foto di Google Photos]. Consultato il 31 luglio 2026.
  21. Cignetti, Annalisa P. (22 febbraio 2021). "La Casa di Antonia Pozzi a Pasturo, Lecco". Rocaille. Consultato il 31 luglio 2026.
  22. 6 agosto 2016. "Estate 2016, riapre la casa di Antonia a Pasturo". antoniapozzi.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  23. "Pasturo (LC): Comunità La casa di Antonia". Mondo di Comunità e Famiglia. Consultato il 31 luglio 2026.
  24. Sala, Angelo. Il Grinzone n. 38 (25 marzo 2012). "Sulle tracce di Antonia Pozzi. Il percorso poetico di un territorio". Il Grinzone. Consultato il 31 luglio 2026.
  25. "Sulle tracce di Antonia Pozzi - Il percorso poetico di un territorio". Eco Smart Land Lecco. Consultato il 31 luglio 2026.
  26. (10 dicembre 2015). "Sopra il nudo cuore". antoniapozzi.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  27. "Sopra il nudo cuore. Fotografie e film di Antonia Pozzi". In Mostre. Arte.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  28. Altea, Tiziana (1 settembre 2016). "'Sopra il nudo cuore' d'immagini, di Antonia Pozzi". antoniapozzi.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  29. Mauro Vezzoli (6 agosto 2007). "Alle nove e mezza del mio compleanno sono già a Pasturo per salire in Grigna. Casa Pozzi con il muro in pietra della villa, le due facciate ad angolo retto della villa dipinte di giallo con le finestre chiuse e la targa stradale via. a. manzoni. In alto, spicca la cima del Grignone.". In Escursioni in montagna, Escursioni in Valsassina, Escursioni sul Grignone, Escursioni sulle Grigne, Estate, Villa Pozzi. [Foto di Google Photos]. Consultato il 31 luglio 2026.
  30. Mauro Vezzoli (19 agosto 2016). "Mi concedo di passeggiare nel verde giardino che consolava e ispirava la poetessa Antonia Pozzi a Pasturo. Da dietro la villa è alta solo un piano.". In Estate, Villa Pozzi. [Foto di Google Photos]. Consultato il 31 luglio 2026.
  31. "Esempi". PensieriParole. Consultato il 31 luglio 2026.
  32. Mauro Vezzoli (12 settembre 2026). "Cancelletto del giardino di Villa Pozzi rivolto verso la Grigna con il percorso pozziano MAP 4. Sullo sfondo rosso, c'è la lettera a Tullio Gadenz, Pasturo, estate 1938: "..... di queste montagne consuete, il sole abbagliante di lassù mi appare come specchiato in un lago placido, piano. Le cose si fanno ricordi, l’amore delle cose nostalgia. Ma è una nostalgia che ha in sé tanta pace: proprio la pace che è nel cuore di chi sta su di una riva e vede il cielo riflesso nell’acqua mite. Sto tanto bene qui: è la casa della mia prima infanzia .....".". In Escursioni in montagna, Escursioni in Valsassina, Escursioni sul Grignone, Escursioni sulle Grigne, Estate, Villa Pozzi. [Foto di Google Photos]. Consultato il 12 settembre 2026.
  33. (21 aprile 2020). "On Writing, God, and Friendship: Antonia Pozzi’s letters to Tullio Gadenz and Dino Formaggio [Sulla scrittura, su Dio e sull'amicizia: le lettere di Antonia Pozzi a Tullio Gadenz e Dino Formaggio]. Cagibi. Consultato il 12 settembre 2026.

mercoledì 7 settembre 2016

Pasturo

English

Pasturo è un comune italiano di poco meno di 2000 abitanti in provincia di Lecco[^][^] in Valsassina alle pendici della Grigna Settentrionale, base di partenza per molte escursioni. Il versante orientale della montagna è nel suo territorio, chiamato anche monte di Pasturo o i monti di Pasturo. Il paese si trova a 641 metri di altezza, a nord poco distante a 615 metri sul livello del mare c'è Baiedo,[^] l'unica frazione con un centro abitato.
Il nome Pasturo, Pastür in dialetto valsassinese, sembra indicare la feracità dei pascoli, del piano e della montagna.[^] L'allevamento del bestiame e la lavorazione del latte sono ancora oggi una delle attività prevalenti. Nel 1920 è sorto lo stabilimento Emilio Mauri,[^] nel 1960 inizia la commercializzazione Carozzi,[^] due realtà dell'industria casearia note in tutto il territorio nazionale. Da quasi cent'anni, nell'ultimo fine settimana di settembre, si tengono le Manifestazioni Zootecniche Valsassinesi.[^]

Nel centro del paese c'è la Chiesa Sant'Eusebio ricostruita alla fine del 1500 su una preesistente del 1300; il santo[^] è patrono di Pasturo, la cui ricorrenza è il 2 agosto. Grande devozione è per la Madonna della Cintura, a cui è dedicato un piccolo santuario o chiesa di san Giacomo apostolo a pochi metri dalla chiesa parrocchiale. La statua della Madonna viene portata solennemente in processione la prima domenica di settembre. Chi percorre la strada provinciale della Valsassina o si addentra nel paese non può non notare la presenza di cartelloni, pannelli, percorsi con foto, frasi, poesie di Antonia Pozzi, che a Pasturo trascorreva le vacanze nella settecentesca villa di famiglia. Nel cimitero di Pasturo sono sepolti la poetessa e i genitori.

Nella valle scorre il Torrente Pioverna che sfocia a nord nel Lago di Como a Bellano. Al di là del torrente, in un'ampia area pianeggiante nel comune di Barzio si tiene a cavallo di Ferragosto per una decina di giorni la Sagra delle Sagre,[^] una ricca esposizione di prodotti tipici della valle e non, culinari come formaggi, e di artigianato, come coltelli. La manifestazione fieristica e gastronomica attrae numerosissimi visitatori da tutta la Lombardia. Qui c'è anche la sede della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera.

Un riferimento culturale è il giornale trimestrale Il Grinzone,[^] disponibile on-line, che accanto a notizie di cronaca, ricorda di qualche fatto storico del paese, curiosità, descrizione di personaggi particolari, stralci di poesie.

Il paese per me

Pasturo è un centro agricolo non rovinato dal turismo protetto dalla Grigna, in cui i residenti parlano tra di loro ancora in dialetto. Ho camminato per le vie strette e ombrose del paese che convergono in Piazza Vittorio Veneto con il monumento ai caduti, nella Chiesa di Sant'Eusebio ho ammirato affreschi; ho visitato anche il cimitero. Principalmente, è il paese di partenza per il Grignone.

Quando partivo da Milano, era essenzialmente la fermata dell'autobus di fronte all'Albergo Grigna. Avanti e indietro da Barzio, Pasturo è Via Roma, il torrente Cariola e Via Alessandro Manzoni, con Villa Pozzi e la fontana in cui mi disseto con sopra un vaso di gerani. Il paese è per me Via Cantellone, le due frecce marroni Grigna Sett.le e Pialeral, il segnavia orizzontale 33 sul muro, l'inizio del Sentiero Pasturo - Pialeral. La montagna riflette la storia, la fede cristiana, la vita e l'economia del villaggio, attraverso i cognomi dei caduti della seconda guerra mondiale nella chiesetta degli Alpini di Cornisella, Agostoni, Pigazzi, Platti, Ticozzi, Ticozzelli e tutti gli altri compagni, San Calimero, la Madonna della Cintura, le mucche che pascolano, chi fatica tagliando e raccogliendo il fieno nei prati.

Note

  1. "Pasturo". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 11 agosto 2023.
  2. "Comune di Pasturo". comune.pasturo.lc.it. Consultato il 11 agosto 2023.
  3. "Baiedo". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 11 agosto 2023.
  4. (19 ottobre 2021). "Cenni storici". In Storia di Pasturo. Comune di Pasturo. Consultato il 11 agosto 2023.
  5. "Mauri". mauri.it. Consultato il 11 agosto 2023.
  6. "Formaggi Carozzi". carozzi.com. Consultato il 11 agosto 2023.
  7. "L'Uomo". In Il Territorio. Parco Grigna. Consultato il 11 agosto 2023.
  8. "Sant'Eusebio". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 11 agosto 2023.
  9. "Sagra delle Sagre". sagradellesagre.it. Consultato il 11 agosto 2023.
  10. "Il Grinzone". ilgrinzone.it. Consultato il 11 agosto 2023.

martedì 6 settembre 2016

Valsassina

English

[^][^].

Note

  1. "La Valsassina". Altopiano Valsassina. Consultato il 6 settembre 2016.
  2. "La Valsassina". Altopiano Valsassina. Intenet Archive. Consultato il 16 agosto 2023.
  3. "Valsassina". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 16 agosto 2023.
  4. "la valsassina". lavalsassina.com. Consultato il 16 agosto 2023.
  5. "Valsassina". Lake Como tourism. Consultato il 16 agosto 2023.
  6. "Valsassina News". valsassinanews.com. Consultato il 16 agosto 2023.

Club Alpino Italiano

English

Il Club alpino italiano (C.A.I.),[^][^] fondato in Torino nell'anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella[^][^], libera associazione[^] nazionale, ha per iscopo l'alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale.
(Statuto del Club alpino italiano. Titolo I - Articolo 1)[^]

Solitamente, Club alpino italiano è scritto nella forma con la prima lettera di ogni parola in maiuscolo, Club Alpino Italiano, mentre l'acronimo C.A.I. senza il punto dopo ogni parola, CAI.

Sul Grignone, il CAI ha tracciato i sentieri fino a parecchi anni fa, probabilmente fino a quando, nel 2005, è stato istituito il Parco regionale della Grigna Settentrionale, la cui gestione è affidata alla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera. La vecchia segnaletica del CAI è ancora presente sulla montagna, con alcune caratteristiche tabelle segnavie con lo sfondo giallo e la segnaletica orizzontale ormai sbiadita lungo i principali percorsi.

Io sono uno degli oltre 300.000 soci del Club Alpino Italiano,[^] consecutivamente dal 2004.[^] Gratuitamente ricevo la copia cartacea della rivista Montagne360, La rivista del Club alpino italiano dal 1882.[^] All'inizio di ogni nuovo anno, rinnovo la mia iscrizione alla Sezione di Milano del Club Alpino Italiano,[^] recandomi nella recente sede in Via Duccio da Boninsegna 21 e 23.

Note

  1. "Club Alpino Italiano". cai.it. Consultato il 20 ottobre 2017.
  2. "Club Alpino Italiano". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 20 ottobre 2017.
  3. "Storia". cai.it. Consultato il 23 maggio 2022.
  4. "Quintino Sella". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 20 ottobre 2017.
  5. "L'Associazione". cai.it. Consultato il 23 maggio 2022.
  6. "Titolo I Articolo 1: Costituzione e finalità". In Statuto [PDF file]. cai.it. p. 4. Consultato il 23 maggio 2022.
  7. "Diventa Socio". cai.it. Consultato il 23 maggio 2022.
  8. Mauro Vezzoli (20 ottobre 2017). "Bollini di validità annuale della mia tessera di riconoscimento di socio del Club Alpino Italiano Sezione di Milano.". In Foto del diario. [Foto di Facebook]. Consultato il 20 ottobre 2017.
  9. "Montagne360". cai.it. Consultato il 23 maggio 2022.
  10. "Club Alpino Italiano Sezione di Milano". caimilano.org. Consultato il 20 ottobre 2017.

venerdì 2 settembre 2016

Pedalando nel Parco

English

Gli escursionisti che vanno in Grigna Settentrionale trovano numerose segnaletiche con il nome Pedalando nel Parco, o "Pedalando nel Parco". A cosa si riferiscono? Esse sono le indicazioni di itinerari ciclabili per mountain bike che la Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera ha tracciato sul Grignone, presumibilmente nel 2014, alla scoperta di antichi itinerari di interesse naturalistico ambientale e storico culturale nel Parco regionale della Grigna Settentrionale.[^] Gli itinerari Pedalando nel Parco regionale della Grigna Settentrionale sono cinque, di varie difficoltà, ad anello dalla sede della Comunità Montana, di cui due sono interamente nel versante di Pasturo della montagna.

Cinque itinerari

Gli itinerari Pedalando nel Parco della Grigna Settentrionale progettati per le mountain bike dalla Comunità montana della Valsassina sfruttano la rete di strade, sentieri, mulattiere già presenti in Grigna, con tracciato in parte comune alle tradizionali vie degli escursionisti, la cui capillare segnaletica verticale crea curiosità e un po' di confusione o perplessità in quest'ultimi. Il fondo è di tipo variabile: lunghi tratti su strade in asfalto e cemento, perchè così è ormai la montagna, rettilinei e con tornanti, si alternano a strade sterrate, mulattiere in ciottoli dissestati, sentieri in terra battuta con erba, tratti più insidiosi, con radici, rocce e roccette, scalini. Poichè siamo in montagna, ci sono salite e discese, anche ripide, per un dislivello complessivo compreso tra i 500 e 1000 metri, la quota varia da 600 a 1500 metri, il chilometraggio è compreso tra 12 e 25 km.

Caratteristica comune dei cinque percorsi è che partono dove inizia la Pista ciclopedonale della Valsassina — a Pratobuscante di Barzio, in prossimità un grande parcheggio e il ponte pedonale sul Torrente Pioverna che divide il comune di Pasturo e quello di Barzio (590 m di quota) — e sono un giro ad anello, ossia terminano nella stessa località di partenza, dove si immagina che il turista delle due ruote abbia lasciato la macchina. Così la Comunità Montana Valsassina si fa un po' di pubblicità gratuita e conoscere, perché la sede è in una palazzina di questa località del fondovalle, accanto a una fornace, che è diventata museo.

In Valsassina Outdoor, per ogni ognuno dei cinque giri per le mountain bike Pedalando nel Parco regionale della Grigna Settentrionale, c'è la descrizione dell'ambiente in cui si svolge, la difficoltà, le capacità tecniche richieste, l'altimetria dettagliata e un nome, del quale non c'è traccia sui cartelli della montagna. Si chiamano Bike tour, di cui due per la lunghezza sono Gran bike tour:[^]

  • MB9 it1 Gran Bike tour della Grigna Settentrionale,[^] 22,150 Km e circa 1000 metri di salita
  • MB10 it2 Bike tour dei maggenghi,[^] 16,900 Km e meno di 600 metri di dislivello ascendente
  • MB11 it3 Bike tour della dorsale,[^] 12,600 Km e 500 metri di dislivello in salita
  • MB12 it4 Gran Bike tour della Fasana,[^] Fasana è il nome di una parete verticale della montagna, 25,800 Km e 400 metri di dislivello
  • MB13 it5 Bike tour dei castagni,[^] 20,200 Km e 600 metri di dislivello

L'Itinerario 2 Bike tour dei maggenghi e il 3 Bike tour della dorsale sono totalmente nel versante della Grigna Settentrionale sopra Pasturo. Un tratto dell'itinerario 3, dalla chiesetta degli Alpini di Cornisella, coincide con il sentiero Cornisella - Brunino.

La segnaletica verticale

I tracciati per le due ruote di Pedalando nel Parco Grigna sono indicati in una sola direzione. La segnaletica verticale è presente in ogni bivio e località, conforme con le linee guida del CAI. I cartelli di questo progetto della comunità montana sono inconfondibili perché in alto al palo zincato c'è una tabella con il disegno di un ciclista con uno zaino in spalla che va in salita (la bici è inclinata) e un logo, Sistema Parchi Regione Lombardia, lo sfondo della tabella è rosso. Cosa interessante è che ci sono le tabelle località, con l'altitudine, cosa rara in Grigna. È paradossale come per le bici la segnaletica sia uniforme, mentre i sentieri principali della Grigna non siano gestiti da un ente, con cartelli improvvisati, carenti in alcune biforcazioni. Ogni tabella segnavia Pedalando nel Parco è costituita da:[^]

  • tre righe in alluminio. L'indicazione è nella riga di mezzo se è unica, se ce ne sono più di una quella in alto è la destinazione più lontana, l'altra o le altre due sono intermedie. Il formato è nome della località da raggiungere, un trattino, e solo per la riga più in alto il numero del tracciato, da 1 a 5; a destra, un cerchio colorato che rappresenta la difficoltà di questa parte del tracciato, verde = facile, azzurro = media
  • a sinistra delle tre righe, un bordo rosso con il logo della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera
  • sulla freccia rossa, il logo Parco Regionale Grigna Settentrionale

Il desiderio di conoscere mi ha spinto a guardare a Cornisella le tabelle nella parte opposta, per scoprire che il fabbricante è l'azienda Mec.Tir di Tirano.[^]

Conclusione

La montagna è un luogo naturale splendido per camminare. La parte bassa del Monte Coden (così si chiamava la Grigna fino al 1800) ben si presta alle biciclette per la presenza di strade, mulattiere e ampi sentieri. Io amo il ciclismo, mi diverto e tifo per lo sport e per i campioni davanti alla televisione, ma non vado in bici. Qualche anno fa la Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera lanciò un progetto per mountain bike disegnando cinque tracciati con il nome Pedalando nel Parco. Fitta è questa segnaletica sulla montagna, riconoscibile da una tabella rossa con un ciclista, che disorienta l'escursionista che non è al corrente dei tracciati. I ciclisti sui percorsi di Pedalando nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale sono rari. Gli amanti delle due ruote, ogni anno di più per la diffusione delle e-bike, si divertono sul Grignone rimanendo sulla strada agro-silvo-pastorale Pasturo- Alpe Cova, una strada in salita di circa 700 metri di dislivello in cemento, generalmente per raggiungere il Pialeral, e tornano a valle lungo lo stesso percorso.

Note

  1. "Due ruote nel parco". Parco Grigna. Consultato il 8 settembre 2023.
  2. "Mountain Bike". Valsassina Outdoor. Consultato il 8 settembre 2023.
  3. "MB9 it1 Gran Bike tour della Grigna Settentrionale". Valsassina Outdoor. Consultato il 8 settembre 2023.
  4. "MB10 it2 Bike tour dei maggenghi". Valsassina Outdoor. Consultato il 8 settembre 2023.
  5. "MB11 it3 Bike tour della dorsale". Valsassina Outdoor. Consultato il 8 settembre 2023.
  6. "MB12 it4 Gran Bike tour della Fasana". Valsassina Outdoor. Consultato il 8 settembre 2023.
  7. "MB13 it5 Bike tour dei castagni". Valsassina Outdoor. Consultato il 8 settembre 2023.
  8. Mauro Vezzoli (11 giugno 2015). "Recente segnaletica verticale Pedalando nel Parco a Cornisella, di fronte alla segnaletica del CAI e alla chiesetta.Tabella località Cornisella 1050 metri, tabella segnavia Risciöl - 2, tabella segnavia Brunino - 3. Due loghi in ogni tabella, uno Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera, l'altro Parco regionale Grigna Settentrionale.". In Cornisella, Escursioni sul Grignone, Escursioni sulle Grigne, Escursionismo in montagna, Escursionismo in Valsassina, Estate, Itinerario Pedalando nel Parco 2 Bike tour dei maggenghi, Itinerario Pedalando nel Parco 3 Bike tour della dorsale, Segnaletica dei sentieri del Grignone, Sentiero Pasturo - Pialeral, Sentiero Pasturo - Pialeral (da Pasturo a Cornisella). [Foto di Google Photos]. Consultato il 8 settembre 2023.
  9. "Mec.tir snc - Segnaletica EU". segnaletica.eu. Consultato il 8 settembre 2023.

mercoledì 31 agosto 2016

Numerazione dei sentieri

Si tocca qui l'argomento spinoso della numerazione dei sentieri, lo introduco con considerazioni di ordine generale.
Pensando alle grandi strade, esse hanno un numero che precede l'itinerario o il nome proprio, Autostrada A4 Torino - Venezia, Strada Statale 36 dei Giovi, Strada Provinciale 62 della Valsassina, e così via.
Il Club Alpino Italiano nel piano regolatori dei sentieri spiega le ragioni perchè in una rete si devono numerare, in modo che ogni sentiero:

  • diventi più facilmente individuabile dall’escursionista sul terreno e nella cartografia escursionistica
  • possa essere ordinatamente censito in un elenco (catasto) dei sentieri
  • possa essere gestibile in un sistema informatizzato che ne consenta l’individuazione in maniera univoca su tutto il territorio nazionale

Il Grignone dal 2005 è Parco regionale della Grigna Settentrionale gestito da Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera a cui spetta la segnaletica dei sentieri. Essa non numera i sentieri e segna solo:

  • Colle di Balisio - Pialeral
  • Pialeral - Vetta (Via estiva)
  • Pialeral - Vetta (Via invernale)
  • Traversata Bassa
  • Traversata Alta

La Comunità Montana introduce cinque itinerari Pedalando nel Parco per bici, numerandoli e segnandoli in una sola direzione.

Un'altra osservazione da fare è che sul Grignone rimane la vecchia segnaletica del CAI che aveva segnato tutte le Grigne e con una numerazione, cito Sentiero 31 Colle di Balisio - Pialeral e Sentiero 33 Pasturo - Pialeral - Rifugio Brioschi. Scomponendo questi numeri, il primo cioè 3 si riferisce al settore Grignone nel versante di Pasturo, il secondo al sentiero. Così il numero 1 inizia dal Colle di Balisio, il 3 da Pasturo e va in vetta come sentiero principale, mentre di solito il sentiero più importante è il numero 1, c'è un po' di confusione.

Dopo queste riflessioni e gli esempi che ho mostrato, devo prendere una decisione su come formalmente dare un titolo ai miei sentieri, inevitabilmente farò torto a l'uno o all'altro, ed è più importante Colle di Balisio, la via più veloce per la cima e più frequentata, anche più vicina per chi arriva da Lecco, o Pasturo il paese?
Decido di non mettere il numero, privilegiando una già parziale conoscenza della montagna, rimangono i nomi di località o riferimenti che già dicono a chi è stato, a discapito del numero che orienta più facilmente, e non è mia intenzione fare un catasto di sentieri. In effetti però, ci potrebbero essere dei duplicati, dovrò aggiungere qualcosa tra parentesi. Nel contenuto raccontando quello che vedo, qua e là tornano i numeri 31 e 33, come fanno i segnavia orizzontali che di tanto in tanto appaiono sbiaditi sui sentieri, e le tabelle segnavie gialle.

  1. Il piano regolatori dei sentieri (PDF). Il sentiero. Sentieri, pianificazione, segnaletica e manutenzione. Quaderno sentieri n. 1/2010. pagine 21-22. cai.it

martedì 30 agosto 2016

Introduzione

English

Vorrei evitare di creare una cosa inutile e grande, che sempre si dilata, imprecisa, annoiando il lettore e appesantendo l'escursionista. Per anni ho camminato sulle Prealpi Lombarde e le fotografie si sono accumulate. La montagna che ho più frequentato sono le Grigne, per la diversità e il fascino dell'ambiente, e perché sono vicine a Milano. Non sono un alpinista ma uno sportivo. Trascorro le vacanze a Barzio, in Valsassina, perché in estate fa fresco, ci sono le Grigne e i Piani di Bobbio. Le fotografie sono diventate la sorgente per descrivere principalmente il percorso, e la scrittura mi obbliga a ritornare per scoprire meglio e a navigare su internet per conoscere e approfondire.

In questo nuovo viaggio, parto da Pasturo e vado sul Grignone. Percorro il Sentiero Pasturo - Pialeral. Cammino e corro sul Grignone nel versante di Pasturo prestando attenzione a dove metto i piedi, su sassi lavorati, terra calpestata, cemento, terra e roccia. Incontro baite, località, una strada, prati, piccoli edifici di culto dei cristiani, cappelle dedicate alla Madonna e chiesette, incrocio torrenti e raccordi tra sentieri, che ho fotografato e forse descriverò, senza introdurre nuovi nomi. Per qualche ora vivo nella natura, tra alberi e colorati fiori, che mi incuriosiscono, e con le mucche. Respiro aria pulita e godo di un panorama di montagna splendido, fa più fresco, mi sembra di stare meglio e sono felice. La segnaletica è multiforme. I rifugi e gli alpeggi di alta montagna sono più su, chissà se ci arriverò, è più incerto e lungo che farlo a piedi.

Racconto in Blogger e non penso di guadagnarci su qualcosa, spero solo di tornare ancora sulle montagne. Ogni post ha la data di pubblicazione, eventuali modifiche non la cambiano. I primi sono stati scritti nell'estate 2015, rileggo e riscrivo quasi esclusivamente in estate. Questa introduzione viene dopo 23 articoli!
Nonostante le fotografie siano state la sorgente, non ci sono, perché preferisco concentrarmi sulla scrittura. Carico le mie foto su Google Photos, facebook e Flickr, organizzandole in album, collegate esternamente in fondo nelle note, insieme alla citazione delle fonti. La prima occorrenza del titolo è in grassetto, così come sinonimi o alias, l'evidenziazione è utile per avere una conferma che sto per davvero trattando del tema. Le citazioni sono in corsivo. I collegamenti ipertestuali sono indirizzati ad altri post che consentono una agevole navigazione. Nella prima riga, un collegamento cambia la lingua, da italiano a inglese e viceversa; in inglese nel titolo le parole Sentiero, Rifugio, Agriturismo non sono tradotte. Le abbreviazioni della segnaletica le scrivo spesso per esteso: così i due cartelli stradali Grigna Sett.le che si trovano a Pasturo li scrivo Grigna Settentrionale, Capp. Sacro Cuore - 3 a Brunino come Cappella del Sacro Cuore - 3.

I sentieri del Grignone nel versante di Pasturo sono escursionistici, solo la Traversata Alta è sentiero alpinistico. Le strade Pasturo - Alpe Cova e Cappella del Sacro Cuore - Agriturismo Brunino sono strade agrosilvopastorali. I sentieri sono senza numerazione, ma si trovano ancora i vecchi segnavia numerati del CAI. Li descrivo secondo il percorso in salita, mentre quando il sentiero è in piano in base alla direzione principale della segnaletica. Il Sentiero Pasturo - Pialeral lo racconto nel suo insieme e in due parti, Sentiero Pasturo - Pialeral (da Pasturo a Cornisella) e Sentiero Pasturo - Pialeral (da Cornisella ad Alpe Cova), e persino in discesa. Prosegue fino al Rifugio Brioschi, pochi metri sotto la croce in cima alla Grigna Settentrionale.

Senza volere cammino sugli itinerari Pedalando nel Parco della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera, che non sono altro che l'unione di tratti di sentieri escursionisti alla scoperta del Parco regionale della Grigna Settentrionale.

domenica 28 agosto 2016

Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera

English

La Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera è una comunità montana[^][^] costituita dall'unione di quattro zone che comprende 25 comuni della Provincia di Lecco.[^]
La Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera ha sede a Barzio, in Via Fornace Merlo 2, in Località Prato Buscante, che è la località dove si tiene ad agosto la rinomata Sagra delle Sagre; telefono 0341 910144. Il presidente della Comunità Montana è Fabio Canepari.[^] La comunità è dotata di un corpo di Guardie Ecologiche Volontarie (GEV). La Comunità montana Valsassina - Valvarrone - Val d'Esino e Riviera è anche l'Ente gestore del Parco regionale della Grigna Settentrionale. Il sito web della comunità montana è www.valsassina.it.[^]

La Comunità Montana si prefigge di valorizzare il proprio territorio montano, principalmente attraverso la conservazione dell'ambiente naturale e la rivalutazione dei mestieri, dei prodotti e dello stile di vita delle popolazioni montane.[^]

Stemma ed elenco dei 25 comuni

Lo stemma della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera è un gonfalone composto da 4 chiavi dorate su sfondo blu, ognuna rappresenta una delle quattro zone che comprendono il territorio della comunità, la Valsassina, la Valvarrone, la Val d’Esino e la Riviera lecchese del Lago di Como.

I 25 comuni che fanno parte della Comunità Montana sono: Barzio, Bellano, Casargo, Cassina, Colico, Cortenova, Crandola Valsassina, Cremeno, Dervio, Dorio, Esino Lario, Introbio, Margno, Moggio, Morterone, Pagnona, Parlasco, Pasturo, Perledo, Premana, Primaluna, Sueglio, Taceno, Valvarrone e Varenna.[^]

Guardie Ecologiche Volontarie

Dal 1982, la Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera si è dotata di un corpo di Guardie Ecologiche Volontarie (GEV), che esercita le proprie funzioni sull'intero territorio della Comunità Montana. Poiché il Parco regionale della Grigna Settentrionale è gestito dalla Comunità Montana della Valsassina, le GEV della Comunità Montana sono a disposizione per la tutela del parco regionale.

Nella Comunità Montana Valsassina le Guardie Ecologiche Volontarie svolgono importanti attività, come l’osservazione e la segnalazione della presenza di flora e fauna endemica minacciata o a rischio di estinzione, la perlustrazione e il monitoraggio del territorio, per prevenire la diffusione di discariche abusive di rifiuti, l'azione informativa, preventiva e, se necessaria, sanzionatoria per tende e campeggi abusivi in zona parco, transiti non autorizzati su mulattiere e sentieri, raccolta funghi, tutela di specie protette. Attualmente sono 9 le guardie volontarie, riconoscibili da divisa e distintivo.[^]

Il Servizio Volontario di Vigilanza Ecologica è stato istituito con Legge Regionale n. 105 del 29.12.1980,[^] in seguito aggiornata con le Leggi Regionali n. 9 del 28.02.2005 e n. 14 del 06.05.2008. Le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) o Gev (Guardie ecologiche volontarie)[^] sono cittadini che volontariamente hanno scelto di prestare un servizio pubblico a tutela dell'ambiente, senza remunerazione dell'attività svolta.

Leggi Regionali che affidano la gestione del Parco regionale della Grigna Settentrionale alla Comunità Montana

La Legge Regionale in vigore che affida Il Parco regionale della Grigna Settentrionale alla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera è la Legge Regionale 4 agosto 2011, n. 12:[^]

Nuova organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette e modifiche alle leggi regionali 30 novembre 1983, n. 86 (Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale) e 16 luglio 2007, n. 16 (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione dei parchi)

Articolo 3 (Gestioni Speciali), Comma 2:

La gestione del parco regionale della Grigna Settentrionale è affidata alla Comunità montana Valsassina – Valvarrone – Val d’Esino e Riviera.

Nella legge regionale precedente, del 16 luglio 2007, n. 16, articolo 189:

La gestione del parco è affidata ad un consorzio tra la comunità montana Valsassina - Valvarrone - Val d’Esino e Riviera e i Comuni di Cortenova, Esino Lario, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno, Varenna.[^]

Il Parco regionale della Grigna Settentrionale è un parco regionale montano istituito con legge regionale 2 marzo 2005, n. 11.[^]

Si noti il nome proprio Comunità montana Valsassina – Valvarrone – Val d’Esino e Riviera nella dichiarazione della Legge Regionale rispetto a Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera oppure anche Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera.

Un po' di storia

Una comunità montana è un ente territoriale locale italiano istituito con legge 3 dicembre 1971, n. 1102[^] e ora disciplinato dall'art. 27 del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico sugli enti locali). In Valsassina, la legge fu accolta con entusiasmo perché andava a dare riconoscimento a iniziative locali sparse e disomogenee. L'esigenza di confronto e coordinamento trovò realizzazione in un Consiglio di Valle, presieduto dall'ingegner Pietro Pensa,[^] sindaco di Esino Lario sin dal 1956. Tre anni dopo, nel 1974, nasce la Comunità montana n° 16 Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera con sede a Villa Migliavacca a Introbio, con presidente lo stesso Pietro Pensa. Negli anni Ottanta tra i delegati della Comunità Montana con presidente Alvaro Ferrari[^] si fa largo l'ipotesi senza troppo clamore di una nuova sede nella vasta area della Fornace Merlo, in località Pratobuscante, che era in stato di abbandono. Il 14 marzo 1988, la Comunità Montana acquistò il complesso salvando l'area dalla speculazione edilizia, presidente della comunità era Claudio Baruffaldi, in carica dal 1986 al 1992. Su quel terreno tra Barzio e Pasturo oggi sorge la sede dell'ente e trovano ospitalità i grandi eventi del territorio.[^]

Progetti

La Comunità montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera, gestore del Parco regionale della Grigna Settentrionale, partecipa a numerosi progetti e piani, tra i quali:

  • Museo La Fornace,[^] inaugurato nel settembre del 2017 all'interno di una vecchia fornace di laterizi del 1890, proprio accanto alla sede della comunità montana.
  • progetto Valsassina Outdoor,[^] uno strumento per far conoscere e vivere il territorio
  • il portale Valsassina Cultura,[^] in collaborazione con il Fondo per lo sviluppo del territorio provinciale Lecchese attivato dai Comuni soci di Lario reti Holding S.p.A. e Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus
  • progetto INTERREG (Italia-Svizzera) per la valorizzazione del paesaggio culturale:[^] Catasti storici, Archivi Storici, Alpinescapes, Wiki Valsassina
  • GAL dei due Laghi,[^][^] il Gruppo di Azione Locale costituito nel 2002 per valorizzazione le risorse naturali e turistiche dei laghi di Como e di Porlezza

Il presente

I sentieri della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera sono percorsi da centinaia di escursionisti in tutte le stagioni. Non sembrano interessare alla comunità montana della Valsassina perché sono senza interventi da anni. La comunità montana non frena la progressiva cementificazione di mulattiere, non accorgendosi che per una sola persona che arriva comoda in baita con macchina e moto, cento sono costretti a camminare su un fondo non adatto a mammiferi. Sono salito tante di quelle volte in Grigna Settentrionale da Pasturo e ovviamente non ho incontrato una guardia ecologica volontaria, né altrove. L'attività della comunità montana si nota per pannelli didattici lungo i sentieri principali e la segnaletica di Pedalando nel Parco.

Passati quasi cinquant'anni dalla sua fondazione, che fu accolta con entusiasmo, tra la popolazione residente, turisti e tutti quelli che vivono le montagne e l'ente non c'è un legame. La Comunità Montana della Valsassina, e delle altre tre zone (Valvarrone, Val d'Esino e Riviera) non ha acquisito (o perso) un'autorevolezza e una concretezza di azioni per evitare il cronico consumo dello splendido ambiente a lei affidato per legge, voce troppo debole rispetto a politici di turno che siedono in Regione Lombardia, sindaci della valle, i primi a voler violentare il territorio lecchese per promuovere un turismo cieco e insostenibile, personaggi locali con interessi economici, fuorilegge che approfittano di scarsi controlli per lavori in proprio su terreno pubblico. Non inganni la partecipazione della comunità montana a numerosi progetti, sono di facciata, vecchi se non morti. I siti web di riferimento sono solo in italiano, che non è il miglior modo di attirare turisti stranieri. Una strada per ristabilire un contatto con la popolazione sarebbe quello di promuovere eventi culturali, legati al territorio o a scopo promozionale, ospitati nella propria sede di Via Fornace Merlo. Immagino concerti, racconti sulla montagna, che approfondiscono la conoscenza del territorio della Valsassina, fanno memoria e tengono vive tradizioni, altro. Per acquisire credibilità sarebbe utile una serata di incontro con il personale che lavora nella comunità montana, informando sui progetti in esecuzione.

Anche nel 2023, e sembra impossibile doverlo scrivere, così come triste, nuove strade che distruggono per sempre la natura, senza nessun vantaggio per il bene comune, vengono costruite sulle montagne del lecchese dentro il confine della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera, come la strada che da Morterone sale verso il Resegone.[^] Per interventi minori, come la cementificazione della strada per i Piani di Bobbio a Nava di Barzio di due anni fa, dalla comunità montana non si è sentita voce di protesta.[^]

In Italia, il dibattito sul reale beneficio delle comunità montane per il territorio e la gente che lo vive è aperto. In molte regioni sono state abolite, come Sicilia, Sardegna, Molise, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte; in Lombardia dal 2009 sono calate da 30 a 23.[^]

Note

  1. "Comunità montana". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 1 settembre 2023.
  2. Policy Paper (aprile 2020). "Le agevolazioni finanziarie a sostegno di popolazioni e imprese nelle aree montane" [PDF File]. Polis Lombardia. Consultato il 1 settembre 2023.
  3. "Comunità montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 1 settembre 2023.
  4. "Il Presidente". valsassina.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  5. "Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera". valsassina.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  6. "L'Ente". valsassina.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  7. "I Comuni". In L'Ente. valsassina.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  8. "Guardie Ecologiche Volontarie". In L'Ente. Parco Grigna. Consultato il 1 settembre 2023.
  9. "L.R. 29 dicembre 1980, n. 105.". Edizioni Europee. Consultato il 1 settembre 2023.
  10. "Guardie ecologiche volontarie". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 1 settembre 2023.
  11. "Legge Regionale 4 agosto 2011, n. 12". In Banca dati delle leggi regionali. Regione Lombardia. Consultato il 1 settembre 2023.
  12. "Articolo 189 - Ente di gestione del parco". In Normatìva. Legge Regionale Lombardia 16/7/2007 n. 16. Edil Tecnico. Consultato il 1 settembre 2023.
  13. "Legge Regionale 2 marzo 2005, n. 11". Gazzetta Ufficiale. Consultato il 24 agosto 2023.
  14. "Legge n. 1102 del 3 dicembre 1971 e s. m. ed i". Regione Abruzzo. Consultato il 1 settembre 2023.
  15. "Pietro Pensa". Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 1 settembre 2023.
  16. "Curriculum Vitae". Studio Tecnico AF. webspace. Consultato il 1 settembre 2023.
  17. Canepari, Cesare (14 marzo 2023). "Esclusiva: ecco perché la comunità montana sta là. 35 anni fa fermata la speculazione alla fornace di Pratobuscante". Valsassina News. Consultato il 1 settembre 2023.
  18. "Museo La Fornace". valsassina.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  19. "Valsassina Outdoor". valsassinaoutdoor.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  20. "Valsassina Cultura". valsassinacultura.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  21. "Wiki.Valsassina.it". wiki.valsassina.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  22. "Il GAL dei due laghi". In Partecipazioni. In L'Ente. valsassina.it. Consultato il 1 settembre 2023.
  23. "GAL dei due laghi". Rete Rurale Nazionale. Consultato il 1 settembre 2023.
  24. Colombo, Marta (6 settembre 2023). "Strada Morterone «Più che tagliafuoco sembra a due corsie»". La Provincia di Lecco. Consultato il 6 settembre 2023.
  25. RedBar (24 novembre 2021). "Barzio-Bobbio, venerdì apre la strada col nuovo bitume. Grazie ai volontari e all’aumento del pedaggio. Valsassina News. Consultato il 1 settembre 2023.
  26. "Le comunità montane in Italia". In Comunità montana. Wikipedia: L'enciclopedia libera. Wikimedia Foundation, Inc. Consultato il 1 settembre 2023.